Cinquanta

Home / Black risponde Cinquanta

A Paolo lo conosco da poco.

Poche uscite, qualche birra, due chiacchiere fatte col casco ancora in mano. Uno di quelli che ti presentano e dopo cinque minuti ti sembra di conoscerlo da sempre, non so spiegarlo meglio di così.

Forse è la moto. Con le Harley funziona così, sali in sella con uno e capisci subito se ti puoi fidare o no. Se ti sta dietro in curva e non ti senti nervoso, è dei tuoi.

Lui è dei nostri.

Mi ricordo le strade di montagna. Curve su curve, salivamo e faceva sempre più fresco, e quel rumore che rimbalzava sulle rocce e tornava indietro che sembravamo il doppio. Nessuno parlava, si guidava e basta. Alla sosta ci guardavamo e ridevamo come scemi, senza un motivo.

Va bene così. Non serve un motivo.

Poi la piscina. Il caldo, le birre che dopo dieci minuti erano già calde pure loro, e giù tuffi a bomba come i ragazzini. Ma quali cinquant’anni… lì dentro ne avevamo quindici, tutti, e non ce ne fregava niente di nessuno.

E la partita di beach volley, cazzo. Non sapeva giocare nessuno. Ma proprio nessuno! La palla andava dappertutto meno che di là dalla rete, uno si buttava nella sabbia per prenderne una già persa, si litigava sui punti che tanto nessuno contava. Ho riso cosi tanto che mi faceva male la pancia.

Io quei momenti li tengo stretti. Sono pochi, lo so. Ma sono veri.

La sua storia non la conosco tutta e non gliel’ho mai chiesta. Certe cose non si chiedono, si capiscono. Ho capito che ne ha passate, che ha preso la sua dose di schiaffi come tutti noi, forse qualcuno in più. E che invece di farsi buttare giù ci si è appoggiato sopra per tirarsi su.

Io lo so cosa vuol dire. Il dolore o ti ammazza o ti dà una spinta che non ti sei mai sognato. Lui si è preso la spinta.

Dal basso è la spinta e, chi spinge, lo sa!

Oggi Paolo fa cinquant’anni.

Guardo questa foto. Gli occhiali in testa, i capelli che vanno per conto loro, la barba un pò bianca, e Gabriella che lo bacia. Lei è la sua compagna di strada, quella vera, quella che sale dietro e si tiene forte. Senza di lei la foto sarebbe solo un tizio davanti a un trullo.

Cinquanta. Mi viene da pensare a un tornante, non so perchè. Rallenti, scali, ti volti un attimo a vedere quanta strada hai fatto e da dove sei partito. E poi dai gas di nuovo, che ancora c’è un sacco di strada.

Cosa ti posso augurare, fratello? Strade nuove, il serbatoio pieno, gli amici giusti nello specchietto e Gabriella dietro di te. E la voglia di partire, quella non la perdere mai.

Stasera non ci sono e mi dispiace davvero. Lo so già come andrà, musica, birre, e qualcuno che finisce in piscina coi vestiti addosso.

Io da qui alzo il bicchiere.

Questa è per te, Paolo. Buon compleanno.

Ci vediamo sulla strada.

Black

Le canzoni della strada sono nel Juke-box di Black. E se vuoi salire in sella per tutto il viaggio: Route 66 – One Road, One Love, One Life è su Amazon.


1 thought on “Cinquanta”

  1. Gabriella Gabriella ha detto:

    C’è chi regala oggetti e chi, come te, regala parole che restano.
    Il tuo pensiero per Paolo è stato una piccola pagina di bellezza nel giorno del suo compleanno. L’abbiamo letto e riletto, e ogni volta ci ha commosso.
    Grazie per aver celebrato Paolo con la tua arte.
    Grazie Sabino
    Paolo e Gabriella

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Related Blogs

Lorem Ipsum is simply dummy text of the printing and typesetting industry

Cinquanta
Ottobre
Sabino Di Reda
1 Comments
Strade di montagna in Harley, tuffi in piscina tra una birra e l'altra, una partita
Il dopo
Ottobre
Sabino Di Reda
2 Comments
Una frizione che si spezza la domenica mattina, quattro paia di mani nere di grasso
La stanza doppia
Ottobre
Sabino Di Reda
0 Comments
Una città straniera, una valigia, un appuntamento domattina e una camera doppia con un letto